Per rispecchiare la realtà in modo sufficientemente fedele da risultare utile, il gemello digitale deve sincronizzarsi continuamente con ciò che accade effettivamente in produzione. Deve innanzitutto essere associato a un ambito specifico, come ad esempio una macchina, una fase di processo, una cella o un flusso. È quindi in grado di acquisire segnali in tempo reale o quasi in tempo reale, come stati di funzionamento, tempi di ciclo, risultati di qualità, movimenti di materiale o eventi di fermo macchina. Questi segnali non devono necessariamente riflettere ogni possibile eventualità: devono semplicemente rappresentare accuratamente i fattori che influenzano la decisione oggetto di analisi su quel gemello.
Una volta basato su comportamenti reali, il modello può essere utilizzato per eseguire test controllati. La best practice consiste nel modificare una sola variabile alla volta, ad esempio una sequenza, un'impostazione, una scelta di routing o un buffer. Ciò significa che quando si osserva qualsiasi impatto sul gemello, è possibile stabilire con certezza quale variabile lo abbia causato. E poiché i test vengono eseguiti nel modello anziché sulla linea di produzione, è possibile valutare i pro e i contro, individuare gli effetti collaterali ed escludere le opzioni meno valide senza preoccuparsi di causare malfunzionamenti.