In che modo l'industria della moda può collaborare meglio e raggiungere l’eccellenza

marzo 4, 2021

Il consumatore moderno, spesso definito “consumatore consapevole”, si aspetta molto più di un rapporto transazionale dai brand da cui acquista capi di abbigliamento. Pretende un’esperienza d’acquisto autentica, personalizzata e fluida, che rifletta il contesto specifico alla base del motivo per cui ha scelto quel determinato brand. Questo richiede un controllo che vada oltre la consegna fisica dei prodotti e implica sfide complesse per l’intera supply chain del brand. Un’etichetta non è più un motivo sufficiente per concludere una vendita. I clienti vogliono saperne di più sulle aziende da cui acquistano e hanno aspettative ed esigenze più sofisticate sull’impatto ambientale, sulla sostenibilità dei prodotti e sulla circolarità che fanno parte di una brand experience moderna.

Perché tutto questo è così importante? Il cambiamento della domanda, orientata verso una brand experience olistica, costringe i marchi ad adattarsi alle nuove circostanze e aspettative creando catene del valore più resilienti, connesse e trasparenti, in grado di mantenere le loro promesse, indipendentemente dalle sfide e dalle difficoltà del settore. In un report sul mondo della moda pubblicato da McKinsey, gli esperti del settore Elizabeth Hunter, Sophie Marchessou e Jennifer Schmidt hanno scritto: “Mantenersi al passo con le ultime tendenze della moda non garantisce più vendite e redditività in questo settore”; quindi hanno spiegato che le informazioni sui clienti ora sono diventate un elemento cruciale dell’intero processo produttivo, dalla creazione alla distribuzione.

Per acquisire e sfruttare queste informazioni sui clienti, i brand devono disporre di un’infrastruttura connessa e collaborativa lungo tutta la catena del valore. Non si tratta di un obiettivo semplice da conseguire perché richiede che i brand creino e implementino un ecosistema digitale in grado di fornire ai partner la capacità di collegare sistemi, processi, dati, reparti, dipendenti e altri operatori esterni per formare una rete end-to-end unificata. Queste reti collaborative non si limitano a soddisfare le esigenze dei consumatori, ma possono anche aiutare i brand a creare una strategia operativa più resiliente e innovativa.

Tuttavia, coordinare attività complesse della supply chain tra diversi fusi orari, partner commerciali e sistemi informatici rimane una sfida difficile da superare per molte aziende a causa dell’assenza di una tecnologia adeguata. A queste difficoltà si aggiunge la pandemia sanitaria globale, che ha accelerato la necessità di trasformarsi, danneggiando le supply chain che legavano i produttori ai punti vendita e costringendo i brand della moda a rinnovare i propri modelli di business per avere successo. Le aziende più lente a reagire, incapaci di cambiare o che non si rendono conto che la loro immobilità le porterà alla rovina, saranno lasciate indietro. E le aziende che sopravviveranno alla pandemia, si troveranno a operare in un settore dell’abbigliamento post Covid probabilmente molto più digitalizzato, connesso e collaborativo.

Per saperne di più su questo argomento e per ottenere informazioni pratiche su come la tua azienda può creare una rete digitalizzata, connessa e collaborativa, consulta questa Guida alle best practice.

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